giovedì 29 maggio 2008

IL MEME...

1 Che ora è? 0.04
2 Nome: Chetilda
3 Compleanno: 20 novembre 4 Segno zodiacale: scorpione
5 Tatuaggi: No
6 Piercing: No
7 Sei innamorato/a? No
8 Ti piaci? generalmente si
9 Hai già amato al punto di piangere? ...
10 Hai già fatto un incidente in macchina? No, grazie al cielo
11 Hai mai avuto una frattura? No
12 Vino o birra? Direi entrambi, perchè scegliere??
13 Ti fidi dei tuoi amici? Più o meno, non credo ci si possa fidare completamente
14 Colore preferito per l'intimo: Colori intensi e pastello, un pò di tutto
15 Numero preferito? 6
16 Musica preferita? In genere rock
17 Cosa ti manca? Vorrei essere laureata, la macchina e lo sposo
18 Cosa odi? Forse quando rispondo male alle persone solo perchè sono nervosa
19 Cosa pensi appena sveglio/a? Ma che sonno!!
20 Da chi hai ricevuto questo meme? Veronica
21 Quale dei tuoi amici vive più lontano? Sono tutti vicini
22 Cosa cambieresti della tua vita? Credo nulla
23 Sei felice? Proprio felice no, sto tranquilla
24 Proverbio preferito: però è in dialetto "chj t'abbiss e chj t 's vat lu chil"
25 Libro preferito: La coscienza di Zeno
26 Di cosa hai paura? Di rimanere sola forse
27 Una sola parola per chi ha scritto questo meme: era necessario?? ;)
28 Film preferito: Gioco di donna (ma anche altri)
29 Se potessi essere qualcun altro chi saresti? Scetilda
30 Cosa c'è appeso al muro della tua camera? Foto
31 Cosa non cambieresti? Tutto!! :)
32 Un posto dove ti piacerebbe andare: London!
33 Pensi che qualcuno farà questo meme? L'hanno già fatto
34 Chi sei sicuro che lo farà? Chi l'ha fatto!
35 Ottimista o pessimista? Ottimista
36 Profumo preferito: Hugo Boss woman
37 Sport preferito: Cos'è?? si mangia??.
38 Timido/a o estroverso/a? Timida 39 Il frutto preferito: La pesca
40 Mare o montagna? Mare!!!
41 Hai paura della morte? Certo che si!!
42 A che ora vai a letto di solito? Intorno alle 12:30 circa.
43 Cane o gatto? Cane.
44 Colore preferito: Rosso
45 Il segno zodiacale che più ti piace: Ma che ne so! 46 Il segno che ti piace meno: Che domande sono??!
47 La canzone preferita: Corpo a Corpo dei Subsonica
48 Un oggetto a te caro: La borsetta nera estiva!
49 Con chi faresti un viaggio?? Con chi me lo offre! :)
50 Cosa vuoi dire a chi leggerà questo meme? Non ne valeva la pena, vero??

Dato che Laura l'ha già fatto punto su Alessia e Ciopy!!!!

sabato 24 maggio 2008

La donna del televideo

Chi è la donna del Televideo??
Si tratta di una delle mie coinquiline, ovvero Laura.
Laura è innamorata di quella schermata piena di scritte. Qualsiasi cosa lei voglia sapere, abbia la necessità o soltanto la curiosità di sapere lei accede al Televideo.
Di solito mentre fa merenda con tanto di Fiesta o fette biscottate con la nutella, le viene lo schiribizzo, allora con passo felino si avvicina al telecomando ed inizia qui il suo fantastico viaggio nel mondo del televideo.
Lo usa per sapere i risultati delle partite, per consultare la programmazione dei vari canali, le trame dei film, il meteo a volte.
Ma lo usa anche nei momenti di "svacco", giusto per essere sempre al passo col gossip internazionale o per appurare cosa è successo in quella determinata puntata del Grande Fratello o di Beautiful.
E se per caso voi dite: "Chissà stasera cosa c'è in TV..." Lei prende repentinamente lo scettro in mano e va in missione.
MA ATTENZIONE: lei non è una principiante, una di quelle (come me) che non sa il magico numeretto per sapere la prima serata di canale 5, costretta quindi a vagare alla ricerca della pagina! Noo!!
Lei ha già in mente i tre fantastici numeretti, li ricorda, ed aperta la pagina iniziale arriva subito all'informazione necessaria.


Eh Laura, che mondo sarebbe senza Televideo!!! ;)

domenica 18 maggio 2008

Robe da universitari...

Buongiorno.
Oggi non sono stata proprio mattiniera, ma meglio così: almeno sto sveglia!
Questa settimana a Chieti io e le mie coinquiline siamo uscite, ci siamo concesse l'ultima serata universitaria dato che io e Laura stiamo per lasciare l'appartamento. Serata devastante.
Abbiamo conosciuto tre ragazzi di Chieti, fra cui uno che ripeteva sempre:"Addavero??" .
Fra le tre Veronica è stata la più loquace ed è stata assolutamente sincera, parlando senza peli sulla lingua ogni qualvolta che l'argomento in questione lo richiedesse. :)
Quante belle risate!!

Ieri invece è stata una serata con vecchi amici, tra cui un ragazzo che fra poco si laurea... depressione!!! Riuscirò mai a finire la triennale?? A volte penso che forse gli esami da fare lievitino durante la notte...
Ma nonostante ciò non mi metto ancora a studiare seriamente.
Oltretutto fra poco ricominciano anche le prove perchè il 27 giugno c'è lo spettacolo a Giulianova presso l'"Associazione Castorani" che organizza una serata di beneficenza e per l'occasione sarà rappresentata "La Vedova Allegretti".
Riuscirò mai a preparare gli esami??
Mmmhhhh!!!!

sabato 10 maggio 2008

Mr Reggiseno

Tempo fa ho dedicato un post al rossetto.
Stavolta, sempre rimanendo nel mondo femminile, mi è venuta voglia di leggere la storia del reggiseno, ed ho notato come la storia di quest'indumento sia, almeno in parte, legata a quella delle donne e della società.


Il reggiseno: dalle origini ai nostri giorni. Cent’anni di seduzione
A cura di Francesca Santin


Mezzo di seduzione e, al contempo, strumento funzionale alla salute del seno, quest’anno compie i suoi primi cento anni: è lui, il mitico reggiseno.
Sul finire degli anni Ottanta dell’Ottocento, quando le donne erano costrette in rigidi quanto assurdi corsetti, fu Herminie Cadolle a pensare ad un primo sistema per liberare il diaframma, sospendendo il petto a due bretelle appoggiate sulle spalle. Era nato il “corsetto-seno”, antesignano dell’odierno reggiseno. Questo fu un primo passo verso la liberazione della donna dall’odiatissimo corpetto che, formato da un lungo contrafforte metallico, assillava intenzionalmente l’inguine al fine di costringere ad inarcare le reni per trovare sollievo, provocando irreversibili e spaventose deformazioni della colonna. Nel 1907, il reggiseno comparve per la prima volta sulla rivista “Vogue”,
lasciando intuire che qualcosa stava cambiando, si era tuttavia ancora ben lontani dall’abbandono del corsetto. Vi fu un gruppo di sarti innovatori, tra i quali una menzione speciale va a Paul Poiret, che in quegli anni dichiarò guerra al suddetto corpetto incitando all’adozione del reggiseno, tramite la creazione di una nuova figura femminile, non più ad anfora bensì con la vita molto alta, appena sotto il seno, come non si vedeva dai tempi del Direttorio. Ciononostante, la maggior parte delle donne seguitò imperterrita ad indossare il corsetto.
Nel 1913 l’America vide i natali del primo reggiseno di concezione moderna, ideato da Mary Phelps Jacob, meglio nota con lo pseudonimo di Carezza Crosby, consistente in una sorta di tracolla in grado di separare il seno servendosi di due fazzoletti e di fasce per neonato. Nel novembre dell’anno seguente ottenne il brevetto e tentò di commercializzare la sua invenzione, ma fu un fallimento.

Fu solo con la Grande Guerra che venne inferto il vero e decisivo colpo di grazia al corsetto, quando gli uomini erano al fronte e le donne, che li sostituirono nei posti di lavoro, necessitavano di una maggiore libertà nei movimenti e quindi di un abbigliamento più comodo. Il reggiseno iniziò così ad imporsi finalmente sul mercato, e a descrivere puntualmente i cambiamenti della società.
L’emancipazione femminile del primo dopoguerra condusse la moda a ridurre le differenze fisiche tra uomo e donna. Molte ragazze degli anni Venti portavano i capelli corti, non disdegnavano le sigarette, indossavano i pantaloni, fino ad allora riservati al sesso maschile. Era la cosiddetta moda della donna alla “garçonne”, Greta Garbo un’icona. Il reggiseno si fece una sorta di tracolla che appiattiva il petto, una benda da legare alla schiena, che donava al seno un profilo informe, rendendolo pressoché inesistente. Con l’avvento degli anni Trenta il seno piatto perse il suo fascino e incominciarono a venire realizzati modelli dal design più sofisticato ed elegante. Questo fu un periodo incredibile per la corsetteria, nel quale si assistette ad una vera rivoluzione nei materiali, nella composizione, nella concezione. Si svilupparono e si diffusero rapidamente i tessuti elastici, come la batista e la mussolina in lastex, venne scoperto il nylon, e soprattutto il rayon (“raggio”), così chiamato per via dei suoi riflessi brillanti.

Il rayon, prima fibra sintetica della storia, mise in atto una importante trasformazione sociale: il suo aspetto ne faceva una vera e propria seta artificiale e da quel momento la biancheria si democratizzò considerevolmente, anche le donne meno abbienti avevano finalmente la possibilità di sfoggiare intimo all’apparenza ricercato.
Erano gli anni in cui si comprese che, per meglio adattarsi alla varietà delle forme femminili, si rendeva necessaria una più ampia scelta di taglie. Nel 1926 l’azienda Berlei, in Australia, incaricò due professori dell’Università di Sidney di condurre un primo studio antropometrico dal quale, in seguito alle venticinque misurazioni sulle cinquemila donne esaminate, emerse che esistevano cinque tipi di taglie femminili.
Nei primi anni Trenta fecero la loro comparsa le coppe a profondità variabile, le spalline elastiche e le coppe modellate senza cuciture. Molti produttori francesi rivendicarono la paternità di parecchie innovazioni che, nella maggior parte dei casi, provenivano di fatto dagli Stati Uniti, come il primo reggiseno senza spalline o quello a schiena nuda, allacciato in vita. A metà degli anni Trenta si videro per la prima volta le coppe a cuscinetti, finalizzate a rinforzare il seno delle donne minute simulando una certa floridezza, e poi ancora il reggiseno ad armatura che, offuscato dagli anni della guerra non riuscì ad imporsi realmente, ma raggiunse una grande fortuna in seguito, negli anni Cinquanta.

Nel secondo dopoguerra ad andare per la maggiore erano le pin up, Marilyn Monroe, Jane Russell, Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Anita Ekberg, per citarne alcune. Donne in possesso di un tornito seno sferico, ben spinto verso l’alto, un seno materno, nel quale affondare. Questo per una ragione elementare: nella società denutrita del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale un seno ipertrofico risultava molto rassicurante. Ecco infatti comparire sul mercato nel 1952 il reggiseno “Very Secret”, costituito da cuscini d’aria in grado di aumentare il décolleté persino delle più magre e quello “a colombaia” per i seni naturalmente prosperosi.
È un dato di fatto che più la società si sviluppa e più le persone mangiano a sazietà, a quel punto diviene quasi obbligatoria la magrezza nelle donne, vista come sinonimo di bellezza. Per contro, nelle culture sottoalimentate a venire particolarmente ammirate sono le donne bene in carne, ça va sans dire. (...)
Gli anni Cinquanta furono memorabili per una grande scoperta in particolare, il lycra, il tessuto che per la sua finezza, morbidezza, si presenta come una seconda pelle, assicurando comfort e vestibilità. Il filato da sempre sognato per la biancheria intima, che in modo particolare alla fine degli anni Ottanta invaderà il mondo.
Nel 1968 il reggiseno visse un momento particolare, alcune femministe lo buttarono nell’immondizia e vi appiccarono fuoco. Era una manifestazione dell’emancipazione femminile, del desiderio bruciante di liberare la donna da tutti gli impedimenti e di differenziarsi dalle generazioni precedenti.

Le giovani donne dell’epoca ricorderanno sicuramente una specie di reggiseno, della Dim, creato su misura per loro: prodotto nelle fabbriche di collant, le coppe erano costituite dal tallone delle calze e poi unite a due a due da minuscoli elastici per slip. Un piccolo “niente” proposto in tutti i colori, venduto appallottolato in una scatolina. Non sosteneva assolutamente il seno, ma le ragazze dei primi anni Settanta, desiderose di sentirsi monelle e ribelli anche sotto i pullover aderenti e le tuniche indiane, lo apprezzarono moltissimo.
Vi fu in quel momento un trionfo delle coppe modellate, senza cuciture, la donna che le portava dava l’impressione di non indossare il reggiseno. In Francia fu la Huit, nel 1970, a lanciare sul mercato il primo reggiseno modellato. Questa ditta, eccezionalmente innovatrice, pensò di distribuire il prodotto in modo molto originale: fu la prima volta a venire creata una confezione gadget, una simpatica bolla di plastica all’interno della quale era contenuto il reggiseno. Sempre la Huit lanciò il primo reggiseno senza cuciture, saldato in tutte le sue parti e impunturato con gli ultrasuoni.

Nel corso degli anni Settanta la moda della donna naturale conobbe un forte declino, con la liberalizzazione dei costumi e l’uso della pillola anticoncezionale, e conseguente aumento della circonferenza del seno, si rese indispensabile un sostegno reale e non più i piccoli “niente”.
Gli anni Ottanta segnano il ritorno di seni fiorenti e donne in carne, dovuto da una parte alle grandi crisi economiche incontrate negli anni Settanta, dall’altra al terrificante spettacolo della nascita dell’epidemia di AIDS.
Nel 1981 il mercato esplose letteralmente, si ebbe un autentico big-bang dell’intimo. La varietà di modelli, di colori, di stampe, unita ad una comodità e ad una raffinatezza mai viste prima, mandarono in visibilio le donne… e anche i maschietti! Una ditta italiana si impose all’epoca in Francia, e a soli quattro anni dalla sua comparsa fu già considerata come la Rolls Royce del reggiseno, per il suo intimo sofisticato e di alta qualità: La Perla.


Nel 1988 la Huit lanciò il reggiseno in felpa di velluto, che riscosse una strabiliante fortuna. Era l’era del reggiseno portato a vista, outwear, una moda lanciata da Madonna, agli esordi della sua sfavillante carriera, e dalla cantante degli Eurythmics Annie Lennox.
La metà degli anni Novanta non può non essere ricordata per la straordinaria invenzione che ha permesso alle donne di tutto il mondo di esibire un décolleté sfrontato, anche in mancanza di curve: Wonderbra, “il reggiseno delle meraviglie”, che grazie al sistema push-up regala di fatto due taglie in più.
Il reggiseno, può non sembrare, ma è un prodotto industriale di altissima precisione. Composto da una ventina di pezzi differenti,
dei quali alcuni piccolissimi, il suo assemblaggio richiede una trentina di operazioni e l’intervento di altrettante operaie. Se le fasi di lavorazione che precedono il montaggio sono informatizzate e robotizzate, il momento dell’assemblaggio dei pezzi necessita per la sua complessità di minuscole mani femminili, che montano pazientemente pezzo per pezzo.
Il reggiseno più spiritoso? Quello della filiale nipponica della Triumph che, in occasione del bicentenario dalla morte di Mozart, ha ideato il primo reggiseno musicale: una “cimice” elettronica fa suonare un’aria del celeberrimo compositore nel momento in cui lo si aggancia. Non poteva venire che dal brillante Giappone!

(Articolo tratto da www.fashiontimes.it)

Dio benedica il push-up!!
:)

venerdì 2 maggio 2008

Mezzi uomini

Questa sera voglio dedicare un post ai mezzi uomini.
Questo post è dichiaratamente contro i mezzi uomini.
Ma chi sono questi ultimi??
Sono quelle classiche persone che stanno nel mezzo, che in una data situazione non riescono a dirti in faccia quello che pensano o che stanno macchinando. Non sono capaci di dirti come stanno le cose veramente, e allora in maniera molto subdola pronunciano frasi a caso, solo perchè hanno voglia di dirle.
Unica regola: sono comunque frasi e discorsi che possono avere molteplici interpretazioni, in modo da poterti trarre in inganno, fino a quando, posti di fronte al tuo disorientamento, ti risponderanno: "Ma io te l'avevo detto!"
Gente che non è capace di assumersi le proprie responsabilità, perciò preferisce sempre nascondersi dietro a tante storielle insipide.
E quando voi li metterete davanti ad un bivio, ancora una volta non saranno capaci di prendere una posizione e continueranno a nascondersi.
Purtroppo il mondo ne è pieno, state attente donne.
Come riconoscerli?? Attenzione a quei soggetti che frequentano troppo l'estetista.
:)