venerdì 8 gennaio 2010

Maledette parrucchiere.

Ho tagliato i capelli.
Adesso sono brutta.
Non ho più il mio solito ciuffo....sono rimasta con una frangettina corta corta sulla fronte.
Adesso sembro un uovo di Pasqua, non mi piaccio proprio per niente.
Mi mancano i miei capelli.
Adesso aspetto.
Aspetto che mi ricrescano i capelli.
...Continuo ad aspettare anche papà.
La sera alle sette, quando sento la porta aprirsi credo sempre che sia lui, e invece nulla.
A pranzo, preparando la tavola, prendo sempre 3 piatti...ma ne occorrono solo 2.
Quando sento il rumore di un camion...ci immagino sempre papà alla guida, invece no.
Intanto i capelli sono troppo corti, io non mi piaccio, molte cose attorno a me non mi piacciono.
Non mi piace che quando torno lui non sia lì ad aspettarmi la sera vicino al camino.
Non mi piace che non ci sia nessuno con cui litigare la sera a cena.
Non mi piace che girino troppe donne a casa.
Rivoglio l'uomo di casa.
E rivoglio il mio ciuffo.

sabato 26 dicembre 2009

Con le scarpe in mano.

Il mio papà se n'è andato.
Narduccio non c'è più. Se n'è andato così...senza un minimo preavviso.
Il suo cuore grande grande s'è spezzato, le sue mani grandi sono diventate fredde.
E io?
Io sono rimasta ad aspettarlo dietro la porta della camera intensiva. Io lo aspettavo. Volevo riportarlo a mia madre, a sua moglie. E invece nulla. Non c'è stato nulla da fare, gli ho lavato il viso con le lacrime...ma non rispondeva più ormai.
Ho urlato, ho pianto, ho bestemmiato, mi sono chiesta anche perchè non fosse toccata a me la sua sorte, ma non ho risolto nulla. Lui era già andato via.
Io adesso sono qui, con le sue scarpe in mano ad aspettarlo, ma lui non tornerà mai.
Mi ha lasciata sul più bello.
E io?
Io sto qui, è buio e fa freddo. E non ci sono più le sue mani grandi a proteggermi, il suo vocione a rimproverarmi o il suo sorriso dolce a rassicurarmi.
Io sono rimasta dentro ad una sorta di solitudine cosmica.
Qui è tutto più difficile, tutto più complicato. Ho perso la bussola, non so più dove andare.
Io sono stanca ma devo ancora fare molta strada.
Ma ho perso la cartina.
E adesso? Che faccio?
La mia mano a chi la do?
Io lo cerco ma non lo trovo.
Io lo aspettavo dietro quella porta e lui se n'è andato così. Via.
Intanto qui sta facendo sempre più buio e inizia a fare sempre più freddo.

venerdì 27 novembre 2009

Ho una ferita che sanguina in mezzo a tanto vuoto.

domenica 18 ottobre 2009

Voglio ascoltare.

Stasera ho camminato sotto la pioggia, per caso.
Era bello perchè per strada nn c'era proprio nessuno, tutti chiusi dentro casa.
C'era silenzio e l'aria, non so perchè, aveva uno strano profumo, buono.
Ed ho realizzato che nel silenzio tutti i pensieri che assillano la testa sembrano svanire, in un momento in cui tanti insetti si avvicinano, ora che le ansie sembrano prendere il sopravvento l'unica cosa a cui anelo è trovare il silenzio dentro.
Fuori no, fuori voglio ballare e divertrmi.
Ma dentro voglio stare in silenzio, ho voglia di pensare al nulla; quando guido ho voglia di osservare attentamente il paesaggio perchè penso che possa regalarmi un'emozione, un'impressione, così come guardare negli occhi un'amica che ti trasmette affetto.
Voglio abbracciare mamma ogni tanto e pensare che la nipotina che verrà mi regalerà tanto amore.
Voglio dimenticare le mie paure, pensare che siano solo stupidaggini.
Voglio godermi un abbraccio così com'è...voglio godermi le passeggiate e le serate in compagnia, e una volta a casa addormentarmi sotto il piumone senza pensieri.
Voglio sdraiarmi per terra ed ascoltare il Mio silenzio.

giovedì 3 settembre 2009

addirittura...... ispirata da Facebook....o meglio: da Proietti che legge Trilussa.

Trilussa
LA NINNA NANNA DE LA GUERRA
(1914)

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d'un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordialili
rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!





Buonanotte.

giovedì 20 agosto 2009

Senza un senso.

Stasera sto pensando al fatto che gli equilibri cambiano.
Questa è una cosa inevitabile.
Tutto cambia, si evolve.... e a noi non resta che sperare di restare in equilibrio e di non cadere giù.
Tutto si trasforma... ma le persone cambiano?
Secondo me no.
Secondo me le persone cambiano il loro punto di vista, i loro progetti, i loro interessi, ma forse le persone restano sempre le stesse.
Certe volte guardando una persona amica puoi ritrovare le sue stesse paure...quelle di una volta.Anche se lei non ti dice nulla, con un discorso stupido puoi capire molte cose...proprio come era una volta.
Certe volte guardando la persona che più ami al mondo scopri che ti guarda ancora con gli occhi pieni d'amore, coma quando eri piccola.
E forse se non riesci a dire che le vuoi bene non c'è problema, tanto è uguale. Lei lo sa già, forse.
Tanto lei ti ama incondizionatamente.
Certe volte anche se parli poco con una persona, in una risata puoi ritrovare lo stesso calore di un tempo, anche se solo per un attimo.
Siamo in continua evoluzione. Tutto qua.
L'importante è rimanere in piedi.
E forse è pure importante dimostrare l'affetto che si prova... in estrema tranquillità.
Non è mica peccato? !!

lunedì 22 giugno 2009

Vita coniugale.

Moglie e marito.
La moglie sta svuotando un piano di casa a causa degli imminenti lavori, mentre il marito legge il giornale. La moglie all'ennesimo mobile da spostare sclera ed impreca verso il marito (in moscianese).
A questo punto la moglie si trova davanti libri e scartoffie del consorte, così con un urlo sovrumano richiama l'attenzione del marito e lo invita gentilmente a scendere e a prendere una decisione riguardo quelle carte.
Lui, con tutta la calma del mondo, scende e inizia a rovistare.
Salta fuori una foto di lei a 17 anni , dietro la foto la frase:
"Quando questa foto parlerà, il nostro amore finirà!"
Allora lui colto da un momento di romanticheria fa:
"Vedi cara, il nostro amore non finirà mai!!" (riferito al fatto che la foto non possa parlare).
A questo punto lei sudata e stanca risponde:
" Ma tu sei sordo??? Questa foto s'è stufata di urlare!! Muta è diventata a forza di urlare! E tu dici che il nostro amore non è finito? Apri le orecchie! Tu sei un nulla facente! In questa casa devo pensare a tutto io!!"
E così via con tutte le tipiche frasi che una moglie può dire al marito in momenti come questi.